Trainspotting – Pillole Cinematografiche da Leith

26 03 2010

Ecco a voi alcune chicche tratte dal film di Trainspotting che forse vi aiuteranno a capire meglio di quale “ironia” e di quale autolesionismo stiamo parlando.

Sick Boy e la sua teoria della vita

Spud e l’anfetamina

Begbie e la sua “droga”

Scena Finale

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Trainspotting – Il Film

26 03 2010

La trasposizione cinematografica di questo romanzo ha portato nell’olimpo dei grandi della cultura di fine XX secolo e dell’inizio del XXI secolo, oltre all’autore dell’opera, Irvine Welsh, il regista, Danny Boyle (Oscar 2009 con The Millionaire) e l’attore Ewan McGregor che interpreta il protagonista, Renton.
Una regia azzeccatissima quasi quanto la fotografia, tra scene di un colore quasi vivo e scene di un giallo surreale, quasi rigurgitante, che riesce a cogliere in pieno il senso del film, tra l’euforismo generale dei protagonisti e la forte critica ad una società autodistruttiva creata da loro stessi, se società si può chiamare.
L’interpretazione degli attori è quasi perfetta, tra tic nervosi e sguardi spenti nel vuoto, tra eccitazione e depressione, ogni attore è riuscito ad entrare a pieno nella parte, rendendo al meglio i personaggi descritti quasi magistralmente da Welsh in tutte le loro sfaccettature.
Tutto questo è valso al film il 10° posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo secondo il British Film Insitute.





Trainspotting – Personaggi

26 03 2010

La trama di Trainspotting ruota tutta intorno a quattro personaggi, Renton(il principale protagonista), Spud, Begbie e Sick Boy, quattro amici di Edimburgo che fanno dell’autolesionismo la loro unica fonte di ristoro vitale.

Renton


E’ il principale protagonista della storia, il filo che lega ogni capitolo dell’opera, il più riflessivo del gruppo, di buona cultura, che utilizza l’eroina come un modo come un altro di alienarsi dal mondo che tanto disprezza quanto il mondo stesso disprezza quelli come lui. Si innamorerà di Dianne, una ragazza conquistata in un quasi inspiegabile momento di lucidità.

Spud


Un ragazzo timido ed introverso, entrato nel tunnel della droga quasi per compiacere gli altri, quasi per sentirsi più uno del gruppo. Avvezzo ai furtarelli nei supermercati o nelle case

Begbie


Un sociopatico rozzo e scorbutico che fa delle risse e del sangue le sue uniche droghe, rifiutando in ogni maniera di iniettarsi o ingerire qualsiasi tipo di droga. Non esita a picchiare anche i suoi amici.

Simon “Sick Boy” Williamson


Il più supponente della banda. E’ talmente convinto della sua superiorità rispetto ai suoi amici, che reputa dei poveri ignorantelli, che ogni volta che Renton tenta di disintossicarsi, inizia a farlo anche lui solo per dimostrargli quanto può essere facile per lui.





Trainspotting – Trama

26 03 2010

“Prendevamo morfina, diacetylmorfina, ciclozina, codeina, temazepam, nitrazepam, fenobarbitale, amobarbitale, propoxyphene, metadone, nalbufina, petedina, pentazocina, buprenorfina, destromoramide, chlormetiazolo. Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l’infelicità, noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina c se l’avessero dichiarata illegale.” Mark Renton

Trainspotting, scritto da Irvine Welsh ed editato per la prima volta nel 1993, tratta la storia di un gruppo di amici di Edimburgo, Renton, Spud, Tommy, Sick Boy e Begbie, che hanno rinunciato ad ogni tentativo di una vita moralmente accettabile per dedicarsi ad una vita al gusto di eroina(Renton, Spud e Sick Boy) o al gusto ferroso del sangue, al gusto di una violenza insensata(Begbie).
Nonostante il romanzo di Welsh si divida in 7 parti, composte da capitoli narrati da differenti personaggi della storia, a sottolineare una non linearità del romanzo, vi è comunque un personaggio che funge da filo conduttore, ovvero Renton, che infatti nella trasposizione cinematografica diventerà l’unico personaggio narrante. Fin dall’inizio, il romanzo salta le prime 2 fasi descritte in questo post, concentrandosi fin dall’inizio sulle ultime 2: fin dall’inizio infatti vengono descritti i continui e fallimentari tentavi di Renton di disintossicarsi dall’eroina, tornando sempre poi a dover soddisfare quell’inesorabile voglia che ormai non è più sballo ma astinenza, e alla fine, tra false redenzioni ed improvvisi quanto insperati amori, arriverà l’inevitabile “fuga finale” di Renton, la scelta più dura della sua vita che porterà il nostro eroe armato solo di una frizzante ironia e di tanti aforismi carichi di un insano menefreghismo, ad abbandonare quella vita autolesionista e quegli amici tanto amati quanto odiati.





Irvine Welsh

19 03 2010

La cosa più bella che sia capitata alla nostra narrativa negli ultimi decenni” Sunday Times

“Nei miei libri non c’è trama, solo personaggi. E’ il loro profilo che mi interessa descrivere. Attraverso di loro riesco a raccontare delle storie. Il resto, è noia: da scrivere e da leggere.”

“Nelle mie storie, invece, la droga è una conseguenza:  l’effetto collaterale di una società sull’orlo del collasso. Io racconto il vuoto: che sia quello degradato e degradante dei sobborghi di Edimburgo o
quello apparentemente più colorato dei rave londinesi.”

Irvine Welsh nasce il 27 settembre del 1958 a Leith, un distretto di Edimburgo molto citato nei suoi scritti. Cresciuto in una famiglia non molto agiata, abbandona presto la scuola, e dopo aver intrapreso qualche umilissima esperienza lavorativa, nel 1976 si trasferisce a Londra, città in piena rivoluzione Punk, periodo che segnerà decisamente la vita e lo stile narrativo di Irvine Welsh. Dopo aver provato ogni tipo di droga, e dopo aver passato qualche periodo ai servizi sociali, ormai “maturo”, forse saturo, abbandona lo stile punk e si dedica alla narrativa; il suo primo romanzo(“Trainspotting”) lo scrive solo per se stesso fino a che lo scritto non arriva tra le mani del direttore della rivista Rebel Inc., Kevin Williamson, che diventerà suo amico personale. La narrativa di Welsh è caratterizzata uno stile forte e scandaloso, come quasi tutti gli scrittori del suo genere(Chemical Generation), di cui è considerato, se non il fondatore o il capofila, il più famoso e il più apprezzato; quasi tutti i suoi scritti sono narrati in prima persona, che non necessariamente è il protagonista, ma ogni capitolo può essere caratterizzato da una voce narrante differente(“Trainspotting”, “Porno” o “Colla”) e quasi tutti i soggetti da lui trattati, anche se differenti tra loro, condividono quasi sempre le stesse passioni, ad esempio la passione calcistica per gli Hibernians(una delle due squadre di Edimburgo, nonchè squadra del cuore dello stesso Welsh), la stessa amarezza nascosta quasi sempre dal sarcasmo o da una quasi soddisfazione verso loro stessi e verso il loro rifiuto più totale alla vita “normale”.





Chemical in Music: L’Acid House

19 03 2010


L’Acid House può essere considerato l’alter ego musicale della Chemical Generation letteraria: nata a Chicago nella seconda metà degli anni 80 dall’idea di un dj, DJ Pierre, di iniziare a comporre utilizzando un sintetizzatore Roland TB 303, ma che ha trovato nel Regno Unito la vera è propria consacrazione, rivoluzionando stili di vita e di abbigliamento; magliette fluorescenti e smiley si iniziano a diffondere per tutto il paese, come iniziano ad aumentare i rave clandestini. Oltre al già menzionato Dj Pierre, altri dj di spicco di questa corrente figlia della musica House sono Bomb the Bass e Paul Oakenfold, ed anche se non fanno propriamente parte di questo genere, sono stati fortemente influenzati dall’Acid House anche personalità di spicco del mondo dell’elettronica come i Chemical Brothers e Fat Boy Slim.

Paul Oakenfold – Ready Steady Go

Dj Pierre – Move Your Body

Chemical Brothers – Chemical Beats

Fatboy Slim – The Rockafeller Skank





Influenze e Contesti

19 03 2010

Tutti gli scrittori appartenenti alla Chemical Generation hanno più o meno vissuto tutti lo stesso percorso storico: nati tra gli anni 50 e gli anni 60(alcuni un po’ più giovani), sono cresciuti con le rivoluzioni del Sessantotto e successivamente con la rivoluzione Punk degli anni 70 e l’avvento dei Rave e della musica elettronica, sono maturati negli anni 80 e sono divenuti scrittori negli anni 90.
Sicuramente le rivoluzioni che hanno contraddistinto i decenni 60 e 70 hanno caratterizzato il loro stile creativo, ma come un Ellis o un Palahniuk(americani), sicuramente più vicini alle rivoluzioni di stampo americano, possono avere uno stile così simile a quello di un Welsh(scozzese) o di un King(inglese), più vicini alla rivoluzione Punk di stampo anglosassone? Che cosa avvicina persone cresciute nello stesso periodo ma dall’altra parte del mondo? La risposta è molto semplice: la musica, un linguaggio universale capace di parlare a chiunque, in grado di regalare emozioni collettive e soggettive, in grado di diffondere un diverso stile di vita, oltre che mode e idee.
Dal punk crudo e semplice dei Clash o dei Ramones alla musica House(anni 80), dai concerti Metal ai Rave psichedelici, tutto questo ha caratterizzato la crescita di questi nuovi intellettuali dallo stile narrativo nudo e crudo, quasi a voler emulare i loro “idoli musicali”.

Volevo catturare l’eccitazione della musica house, quasi come un quattro quarti, e la maniera migliore per farlo era usare un linguaggio ritmico e performante.” Irvine Welsh